Quattro giorni di dibattiti, undici rivendicazioni, 200 giovani politici e un po' di nostalgia.

Provenienti da tutta la Svizzera e riuniti a Berna, questi giovani dai 14 ai 21 anni hanno lavorato su temi di attualità, hanno discusso con esperti e politici e, soprattutto, hanno consegnato personalmente le loro richieste alla presidente del Consiglio nazionale Maja Riniker, lei stessa ex partecipante alla Sessione dei giovani.

Già da giovedì i partecipanti hanno dimostrato una grande capacità di appropriarsi di argomenti complessi. Esperti provenienti dal mondo scientifico, politico e associativo li hanno accompagnati nella loro riflessione. Venerdì, i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati li hanno aiutati ad affinare le loro proposte. Sabato, il Cancelliere della Confederazione Viktor Rossi ha parlato davanti all'assemblea e domenica Maja Riniker ha aperto la sessione plenaria, segnando un momento importante della sessione. Un altro momento saliente è stato il Premio Giovani, assegnato quest'anno al media giovanile Radio Summernight.

 

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Le richieste coprono un ampio ventaglio di tematiche: istruzione, salute sessuale, governance digitale, neutralità o ancora regolamentazione della piazza finanziaria svizzera. I giovani chiedono in particolare la gratuità dei preservativi e dei test di screening delle IST per i minori di 25 anni in tutta la Svizzera, una migliore protezione dei giovani nello spazio digitale, misure per alleggerire il carico di lavoro degli apprendisti e un tasso di fondi propri del 75% per le filiali estere delle banche svizzere.


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Domenica, durante l'ultima ora della sessione, le richieste sono state ufficialmente consegnate a Maja Riniker. Quest'ultima ha ringraziato calorosamente i giovani per il loro impegno e li ha incoraggiati a proseguire la loro azione oltre la sessione.
Ciò che questa edizione ha confermato ancora una volta è che, nonostante le crisi, le incertezze e la crescente complessità delle sfide, i giovani sono pronti a impegnarsi per il bene comune. Discutono, pongono domande pertinenti e propongono soluzioni. Il loro impegno dimostra che la partecipazione dei giovani non è un ideale astratto, ma un pilastro essenziale di una democrazia che vuole essere sostenibile e viva.


E tu, parteciperai l'anno prossimo?